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Dr Blueyes blog

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... di Dr Blueyes & Paul Moss: senza tabù, senza volgarità
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Per ogni tipo di insulto (anche complimenti se capita eh?!)
...by Dr Blueyes e Paul Moss: le nostre grandi scoperte!
November 08

Fugaci ed ermetici pensieri...

Che non tutto goda di stabilità è palese... che tutto debba scorrere è filosofia: ciò che è reale è che non sempre un uomo possa far fronte alla totalità degli avvenimenti che gli riguardino...

 

Non tutto passa in fretta, non tutto riesce ad arenarsi nel dimenticatoio dei nostri più reconditi pensieri, non tutto scompare per non ricomparire... le paure affiorano, i rimorsi non tardano a mostrarsi anche laddove non avrebbero senso e modo d’essere... ed il futuro, nelle proprie numerose propaggini, continua a rimanere un miscuglio di intriganti incertezze, di affannose speranze... e tu lì, a subirne il fascino ed a temerne l’imprevedibilità... avvolto dalla curiosità... cercando soluzioni e risposte... pur consapevole che solo il tempo ed il senno di poi potrà darti ciò che veramente desideri.

 

E’ tutto così confusionario... è tutto così difficile da capire... venire a capo di ogni situazione, di ogni sofferenza, di ogni gioia... forse, è proprio questo il vero senso della vita... ed esserne all’altezza è la nostra, la mia debolezza...

 

... niente può essere invalicabile... niente deve ritenersi di esserlo...

 

... ognuno è degno di trovare la propria serenità.

September 19

“Damme ‘na bottiglia”... il falò della discordia.

Written by Dr Blueyes

                          

Non è errato definire l’estate come un filo conduttore denso di avvenimenti (per lo più imponderabili) concatenati da un unico ma efficace collante: le vacanze.

Avvenimenti per lo più positivi, costellati da immancabili risate, da nuovi o rinnovati affetti, da slanci di pura passione culminanti, a volte, in idilliache storie d’amore. Ma le molteplici direzioni che il percorso della vita può prendere sono imprevedibili... e conducono, talvolta, ad epiloghi non esattamente stabiliti.

 

Napoli, estate 2008: il caldo dell’ora di punta, cui i nostri eroi avevano progettato la partenza verso la ridente Nettuno (indubbiamente presi da un “inconsapevole” raptus suicida), aveva reso rovente la simpatica e “stracolma” ford fiesta (scelta unanimamente per il viaggio grazie alle “soddisfazioni”che solo un impianto gpl può regalare in chiave di dispendio...) che accoglieva l’onnipresente er dottore ed il proprio fido e redivivo amico er palestra.

All’allegro e collaudato duo, si aggiunse, causa un repentino quanto routinario dietrofront di madame rompipalle circa la propria partecipazione alla vacanza, una nuova figura, non meno bizzarra delle altre di cui, precedentemente, l’attento lettore può averne apprezzato le gesta: tale personaggio rispondeva al goliardico appellativo di er mastro, un uomo dalla sovrannaturale predisposizione al faidate, in grado di riparare qualsiasi apparecchio (dal grammofono all’astronave) nonchè forgiare con le proprie, sapienti, mani nuove meraviglie della tecnologia... il tutto sfruttando pochi, modesti arnesi. Insomma: un MacGyver dei poveri o un Orazio Cavezza di disneyana memoria (privo però della propria Clarabella).

Un viaggio non privo di fatica e di difficoltà: ma la meta, così ardentemente desiderata, fu al fine raggiunta.

 

Pochi minuti dopo, un assordante rumore di clacson ed un’ “audace” sgommata “annunciavano” l’arrivo di colui che avrebbe, ancora una volta, reso indimenticabili i giorni che insieme avrebbero trascorso: emerse dall’abitacolo... occhiale da sole bianco, bermuda da mare multicolore... tipica espressione di chi sapesse di essere a casa propria, nel luogo in cui niente e nessuno potesse da lui essere temuto, dove  la propria parola non fosse puro e brado “verbo” ma dogma incomfutabile... un guida sicura, il concetto personificato del “qui comando io”: Er trapano.

 

Al proprio fianco la “vulcanica” e raggiante lady trapanata... e fu gioia, e furono abbracci. “AOOOOOOOOOOOOOOOOH A BROOOOOOO FATEVE ABBRACCIAAAAAAAAAAA’ LI MORTACCI VOSTRA.............” esclamava stritolando affettuosamente un violaceo er dottore (colore dovuto alla transitoria ipoventilazione indotta dal trapano)... e di fronte ad un buon caffè, narrando le proprie “paterne” soddisfazioni (“AOH RIGA’... E’ 6 CM E NE HA GIA’ 3 DE PISELLO!!!! TERRIBILEEEEEEEEEEE AOOOOH!!!! TUTTO SUO PADREEE!!!!”) ed i propri buoni propositi (APPENA A VECCHIA CE DA LE CHIAVI DA CASA... GLIE DOVEMO SFONNA’ TUTTOOOOOOOOOOOO!!!!! TUTTO HO DETTO!!!!) uno spaesato er mastro incrociava perplesso e stupito lo sguardo der dottore: c’era da capirlo... era per lui il primo incontro col trapano; e fino a quel momento di lui aveva solo sentito narrarne le imprese... una leggenda che in quell’istante si stava materializzando al cospetto dei propri, increduli occhi, carica di “corroborante” quanto “devastante” vitalità.

 

E’ piuttosto strano quanto una firma possa cambiare il corso degli eventi di una persona... ed il fato non fu dei più clementi con er dottore: egli appose con spocchiosa e spregiudicata noncuranza la propria firma su quel contratto che lo insigniva come unico e solo responsabile degli eventuali sinistri che avrebbero infestato la dimora a loro affittata...  l’unico del quale si sapesse con esattezza nome, cognome, data di nascita ed indirizzo; lady trapanata provvide poi a rivelarne anche la professione (“Signora qui siamo tutti bravi ragazzi... SIAMO TUTTI FARMACISTI!”) all’avida ed anziana affittuaria (lugubre nel proprio modo di porsi quanto la casa di cui era proprietaria), in modo da rendere quanto più dettagliata possibile un’eventuale denuncia per atti di vandalismo.

Denuncia che acquisì ben presto i crismi dell’ “estremamente probabile” quando er trapano, che con sagace e machiavellico acume (“il fine giustifica i mezzi”) indicò le proprie generalità all’inconsapevole vecchietta presentandosi col nome di John Peter  (alcune fasi dell’esilarante dialogo: “Piacere signora sono Peter... John Peter” - “Allora non sei italiano?”- “Si signora sono italiano... ma gli amici mi chiamano così!” - “Pietro è un bellissimo nome anche in italiano, sai???”), preso definitivamente possesso della casa, iniziò ad elencare tutte le proprie numerose benevoli intenzioni circa il soggiorno (AOH...o sapete che famo?? Metto ngiro a voce per nettuno che qua ce sta un rave... famo venì tutto er paese!!!! MAMMA CHE COMBINAMO DENTRO STA CASA RAGA’!!! O FAMO NO???)... il fine ultimo rimaneva, però, sempre lo stesso: sfondare tutto, senza pretenziose e pavide perplessità.

Parole che pesavano come macigni sulle spalle del povero, ingenuo e (soprattutto) penalmente perseguibile firmatario: er dottore...  un uomo solo, costretto a convivere per tutto il soggiorno con la paura dell’irreparabile.

 

L’arrivo di lady superompi (e del proprio fido amichetto tuttofare er vomito) fu curiosamente accolto con sospetto entusiasmo. Entusiasmo che, poco dopo, fu ampiamente giustificato: la casa, infatti, non versava in condizioni igienicamente ottimali, e la netta maggioranza maschile presente (4 maschi, 1 donna) prevaricò con patriarcale dominio. Vittima del maschilismo più becero, lady superompi fu costretta a quelle che un tempo erano ritenute mansioni ad esclusivo appannaggio femminile: lavare tutta la casa, bagno compreso... nella derisione più totale (“Lava qui!!!! È tutto sporco!!! Sbrigati!!!).

Dopo un’accurata spesa (al punto da comprendere, oltre le tante pietanze che a casa furono portate, anche lo stesso carrello della spesa, vera e propria mascotte dell’appartamento, da tutti stimato ed affettuosamente “coccolato”) ed un’appagante cena gentilmente offerta dai coniugi trapani, lady superompi, appena sopraffatta dal sonno, concluse la propria dura giornata ritrovandosi nella propria bocca spalancata (da sempre “emblema” del sobrio e femminile riposo di questo personaggio) una sostanza fresca, pastosa ed a tratti granulosa: dentifricio.

Le urla furono terrificanti... ma un brivido freddo percorse, gelido e repentino, la schiena di tutti gli inquilini quando un’infuriata lady superompi promise vendetta: “ME LA PAGHERETE!!! TANTO SO CHI E’ STATO!” ... in seguito, tutti sarebbero state vittime della sua collera; tutti tranne il vero artefice dello scherzo: aveva davvero ben capito chi fosse stato...

 

Fette biscottate sgretolate e zucchero nel letto, caffè col sale, infradito macchiate di marmellata, lunghe notti insonni e bagno occupato per ore ed ore (rivalsa drammatica quando si è in 8 a condividere una sola toilette)... l’ira di lady superompi fu funesta... niente riuscì a placarla... vano fu il tentativo di un esasperato er dottore che, dominato dal demone della disperazione, ricoprì la propria fastidiosa antagonista di schiuma da barba: lady superompi aveva nuovamente dato una risposta a chi, ancora, si chiedesse il perchè di questo nomignolo, avallando ulteriormente la propria, triste, fama.

 

La spiaggia di Nettuno si presentava al cospetto dei vacanzieri come un altalenante alternarsi di spiagge libere (per lo più poco frequentate) ed attrezzati lidi balneari. Uno di questi (il più attrezzato nonchè il più suggestivo vista la propria posizione), era il “Lido S. G.”.

Tale stabilimento, ubicato ai piedi della maestosa ed imperiosa costruzione di un famoso forte medievale, si manifestava come uno scenario a dir poco gradevole agli occhi di chi lo ammirasse.

Peculiarità del lido, oltre all’ottimo servizio offerto sia dal personale di spiaggia che da quello del bar, era il campo da beach soccer; tale campo veniva dichiarato accessibile unicamente ai bambini nonchè  ai soli proprietari dello stabilimento.

Ma tali comfort, così accuratamente architettati, ovviamente avevano un prezzo... un prezzo che si rivelò alquanto off limits per le tasche della nutrita combriccola (arricchitasi ulteriormente  il giorno dopo con l’arrivo di nuovi ma già conosciuti elementi: il buon er belli capelli e la mite lady hot coffee, sempre affettuosamente epitetata “cessa” dal proprio fedelissimo amico er dottore); ma i soldi si sa, non sempre fanno la felicità... e non sempre i piaceri della vita possono essere oggetto di vile baratto col denaro; i nostri eroi ciò lo capirono subito... ed agirono seguendo unanimi questa saggia filosofia di vita: comfort without money.

 

I potenti ed oscuri mezzi dell’irriverenza giovanile: con soli 20 euro i ragazzi riuscirono a godere di un soggiorno intero presso il suddetto lido, ognuno dotato del proprio lettino (13 persone circa), protetti, in ogni momento della giornata, dalla fresca ombra di 4-5 ombrelloni di cui giornalmente lo stabilimento era solito fare loro dono.

A tal proposito, una citazione particolare merita la simpatica famiglia Anatriello, il cui ombrellone fu costantemente oggetto di occupazioni coatte da parte degli scalmanati giovani napoletani: circostanza che , puntualmente, veniva giustificata al cospetto di tale famigliola (madre e 2 figli piccoli, desiderosi di godere di ciò che, onestamente, avevano pagato) con uno sferzante “Chiedo scusa, il bagnino deve essersi sbagliato... ci ha sistemato qui!”... frase che, nell’indifferenza generale, risuonava coperta da urla come “UNO!!!” (con conseguenti sfottò per chi fosse costretto a pescare una nuova carta, prendendo poi atto delle numerose fratture composte di falangi e polsi che tale urlo avesse provocato), avvincente gioco di carte che i giovani erano soliti praticare sotto l’ombrellone... preferibilmente proprio quello della famiglia Anatriello (“E CHI NON SALTAAAA, E’ UN ANATRIELLOOOOOOOOO.... OOOOOOOHO HOOOOOOOO HOOOOOOOOOH  OH OH!!!”: il coro di stima e riconoscenza proveniente dalla riva che, talvolta, il gruppo intonava con soddisfatto entusiasmo).

Doveroso, dalle pagine di questo blog, lanciare un sentito ringraziamento a tale, paziente, nucleo familiare...

 

Inoltre, i più sportivi del gruppo (come l’agonista e competitivo er belli capelli: “Vagli sotto vagli sotto!!!! Sulle caviglie, sulle caviglie cazzo!!!!”), usufruirono quasi in esclusiva del campo da beach soccer, fino a quel momento vero e proprio tabù per gli adulti paganti; tale privilegio fu possibile grazie alla grande e sincera amicizia che il gruppo stabilì con i proprietari, suggellata da lunghe partite di beach soccer e simpatici momenti conviviali (“Ragazzi domani andate via? Allora offro da bere a tutti!!!” fu la proposta di uno dei proprietari, totalmente ignari del crack finanziario che i ragazzi stessi avessero loro provocato... questi infatti, presi da un evidente ed enorme rimorso di coscienza, cortesemente rifiutarono: sarebbe stato, forse, davvero troppo).

 

E’ d’uopo che non possa esistere un’estate senza che vi sia un adeguato falò... ma la media di 2 falò nel giro di 10 giorni lasciò, i più, davvero stupefatti. Falò caratterizzati da episodi indimenticabili... e persino da atti che sibilassero il vandalismo (“Ma di chi sarà quella barca??? Ma che ci frega.... buttiamola a mare ragà!!!! A MAREEEE!!!” urlavano i ragazzi mentre sospingevano verso il mare una piccola barca, di provenienza ignota, incitati vigorosamente da un eccitatissimo trapano: “Mammiaaaa brooooo! Siete grandiiii!!!! Aho siete davvero teribiliiii!!!! VE VOJO BENE... OGGI M’AVETE SUPERATOOO!!!” salvo poi, deluso, ritrattare tutto pochi minuti dopo l’accaduto:  “Ma rigà... armeno damoje foco!!!! Me state deludendo... DAMOJE FOCO A STA BARCA!!!! E CAZZO RIGA’!!!”)... ognuno con le proprie peculiarità, i propri massacranti preparativi, la propria affannosa ricerca della legna, i propri momenti di tensione.

 

Sostenitrice accanita e fan indiscussa (insieme a lady trapanata) di tale momento fu una new entry della trapano company: lady falò... ragazza mediterranea, dal fascino accattivante e dai modi estremamente raffinati, che, giunta a Nettuno dopo qualche giorno, fece strage di cuori, intontento completamente i fidati amici del trapano: Giannetto er bombolo ed Alfano er tafano... letteralmente pazzi d’amore per lei. Amore, per nulla al mondo, corrisposto.

 

Lo stesso er bombolo, non contento delle numerose defaiances amorose al cospetto di lady falò provò ad affogare le proprie delusioni abbandonandosi allo sfrenato corteggiamento di lady superompi... un vero e proprio kamikaze dell’amore.

 

Nel conseguente “svolazzare” di pali e 2 di picche (“Davvero non sei il mio uomo guarda”, “Ma veramente, non c’è alcuna possibilità”, “Io sono in lutto ancora, mi dispiace, non potrei mai essere la persona adatta a te”), un ruolo fondamentale ebbe il povero er vomito, un uomo dalla incommensurabile bontà, costretto dalla propria manipolatrice (neanche a dirlo, lady superompi) a presenziare sempre al proprio fianco, in ogni momento della giornata, in modo da poter comodamente rintuzzare gli attacchi seduttori di un mai domo er bombolo, costantemente incitato a non mollare dal resto della banda (“Giannè... secondo me lei ce sta!!! Non te devi fà ntimorì, le donne so così! Stalle addosso che secondo me c’hai bone speranze!” : questi furono gli incoraggiamenti der trapano... da sottolineare l’assenso totale ed incondizionato di tutti coloro che assistessero a questi momenti... la qual cosa caricava ulteriormente le velleità da latin lover der bombolo)... una tenacia che, purtroppo, non fu premiata.

 

Non a caso il titolo di tale novella rimanda al concetto di “falò della discordia”: i fatti, purtroppo, indicarono, con inesorabile brutalità, la violenza e l’animo rissoso che 2 distinti falò riuscirono a tirar fuori da personalità, agli occhi di tutti, pie e concilianti.

 

L’entusiasmo del primo falò fu, infatti, immediatamente smorzato sia dalle urla del trapano, reduce da una fragorosa litigata con la propria consorte circa non ben chiariti dissapori pre-matrimoniali (“MAMMETAAAA! HAI CAPITO??? O DICI A MAMMETA!!!” “CHE CAZZO RIDI??? ECCO PERCHè  ER TUO EX TE METTEVA LE CORNA... O SA TUTTO ER PORTO DE NAPOLI!”- le osservazioni che er trapano muoveva alla propria amata metà, lasciando trasparire il proprio grande, immutato amore per lei nonchè invogliando, con tali toni, ad un pacato ed amorevole chiarimento), sia, soprattutto, dall’immane fatica che l’allestimento di un evento del genere richiedeva: ricerca della legna e del cibo con relativo, spossante, trasporto... allestimento del falò... della brace per la carne... cottura della stessa... etc etc.... una fatica sostenuta (volentieri visto la saltuarietà dell’evento) da pochi, ma vigorosi personaggi. Su tutti spiccava uno stoico e stakanovista er belli capelli, cuoco sopraffino e signore assoluto del fuoco, che con una pazienza ai limiti della santità, cucinò per tutto il gruppo, impegnato, nella maggior parte dei propri componenti, a gozzovigliare intorno al fuoco.

Da contorno, inoltre, facevano i cori giocosi e di simpatia che er trapano lanciava ad alcuni  ragazzi di Velletri che, pochi metri dopo, avevano allestito un altro falò: lo spirito di aggregazione era ormai giunto all’apice (“VELLETRANO PEZZO DI MERDA!!!!” “E CHI NON SALTAAAAA... VELLETRANOOOO.... OOOOOOOO OOOOOOOOOOO OOOOOOOOOOOO O O!” “ODIO VELLETRI!” ... cori che destarono da subito una certa perplessità, essendo lui nato proprio a Velletri)

 

La notte di S. Lorenzo, latrice del bizzarro e malsano progetto di un altro falò, fu l’inizio della fine... intorno a tale idea, infatti, il gruppo si lacerò, dividendosi in più fazioni: i contrari, i rassegnati, gli indifferenti ed (in minima parte) i favorevoli ... vinse, neanche a dirlo, proprio l’ultimo gruppo guidato, con impeto, da lady trapanata e lady falò.

Ma la fatica che un altro falò comportasse e la non unanimità che tale progetto avesse riscontrato, destabilizzò ben presto gli animi... ed un trapano perennemente inoperoso al cospetto di tale fatica (per giusti e comprensibili motivi fisici) ma assiduamente perentorio nelle proprie indicazioni (“Porta sta cassa del legna!!!! Prendi aoh!!!” indicava ai poveri malcapitati, caricandoli ognuno, di 4-5 Kg di legna accuratamente chiodata per gli amanti del tetano...) suscitò la reazione di uno spazientito er palestra: egli, di natura del tutto pacifica e taciturna (tanto da comunicare utilizzando solo poche frasi come "sai campare!", “cretino!” , “ma che teng a verè!” e “vado a cagare!”), fu, a ragione, sopraffatto dalla rabbia ed iniziò ad accusare er trapano con termini piuttosto pesanti (“FINISCILA DI COMANDARE CAZZO... PORTA ANCHE TU QUALCOSA, STRONZO!!!!”” ... sono le frasi più “riferibili”...)... fu una reazione a catena: lady trapanata difese, come è ovvio che sia, il proprio ragazzo; lady falò, che vide un principio di ammutinamento al cospetto del proprio, tanto desiderato, falò, si schierò perentoriamente contro il povero er palestra, l’unico che avesse avuto il coraggio di “urlare” uno stato d’animo da tanti condiviso... gli altri assistettero con passiva impotenza, ignari di ciò che stesse per accadere.

Si sa: er trapano non ama le lunghe discussioni... non ama perdersi in chiacchiere inconcludenti... ama piuttosto, la praticità necessaria per affrontare le più svariate situazioni; ed in un turbinio di insulti e dissapori, lo si vide impugnare una bottiglia e correre belligerante verso il mastodontico er palestra, incurante dei danni permanenti che tale scontro fisico, da lui cercato, avrebbe potuto provocargli (“DAMME NA BOTTIGLIAAA!!!! DAMME NA BOTTIGLIAAA TO DETTO!!!! STO CICCIONE M’HA ROTTO ER CAZZO... JA DEVO ROMPE’ IN TESTA!!!! VIE’ QUA VIE’ QUA!!!” urlava invasato er trapano, minacciando un tranquillo e sereno er palestra, forte degli anni di pratica da buttafuori e di body building che avevano fatto di lui una potentissima “macchina da combattimento”)  ... ma repentinamente arrestò la propria corsa quando si accorse che tale bottiglia non era altro che preziosa vodka... decise così di cambiare arma (una modesta bottiglia di vino) e riprendere la propria, pericolosissima, crociata: fu fermato appena in tempo... prima che le proprie ceneri avessero potuto confondersi con la sabbia.

 

La pace avvenne pochi minuti dopo: una stretta di mano, un abbraccio... con la promessa che quello fosse l’ultimo falò del soggiorno nettunense (ed all'udir di tali parole, una lacrima si intravide cadere, lucida, dal volto di una costernata lady falò) e la consapevolezza che entrambi avessero commesso un' enorme ingenuità (... ma “cazzata” è forse il termine più congruente).

La serata continuò ammirando lo spettacolo di un incontenibile er tafano... uomo dalla vena artistico-canora inesauribile, che con sguardo perso negli immensi cieli della musica (e dell’alcool), esilarava il pubblico con strepitose cover di grandi successi italiani, tra cui versioni, da lui rielaborate, di tutto il repertorio di Cristina D’Avena (scroscianti furono gli applausi quando intonò emi e mei).

 

La vacanza giunse, carica di altri, numerosi eventi, alla conclusione... raccontarli tutti sarebbe impresa ardua... e, con ogni probabilità,  il tutto risulterebbe piuttosto tedioso.

 

E’ bello ricordare... ma è ancor più bello sorridere ricordando; ed è forse questa la magia delle grandi amicizie: sorridere ricordando ciò che insieme si è costruito.

 

... e la mia fortuna è che tale magia abbia “colpito” anche me...

 

Noi siamo ciò che ricordiamo: me lo disse un’amica... forse aveva davvero ragione.

 

To be continued...

                              

 

 

                                        SSA40463           SSA40461

                  Gioco "trova l'intruso": le due figure sembrano uguali... ma c'è una sola piccola differenza: divertiti a cercare!

 

 

 

 

 

July 13

Essere ridicoli oggi

Written by Dr Blueyes

 

Il ridicolo: a dir di tutti un essere buffo, insignificante, quasi inutile... potremmo dire poco più di un tapino. Una concezione, però, oramai obsoleta: il ridicolo, infatti, non è altro che colui che subisce in silenzio, passivamente, annullando del tutto la propria personalità, rendendosi “schiavo” inerme o pagando le amare conseguenze delle proprie disperate reazioni... il ridicolo non è altro che un martire delle “circostanze sfortunate” che egli incrocia. E tali circostanze hanno a volte nomi, cognomi... e sembianze fisiche del tutto innocue.

 

Un raggiante ed afoso luglio 2008 aveva appena schiuso le proprie porte: er vomito ed er dottore decisero di partire per un confortevole ed avvincente fine settimana ischitano. Lo scopo era festeggiare il ritorno alle proprie “origini” di lady hot coffee (cessa), troppo a lungo lontano dall’amata patria, troppo spesso rimpianta dai propri fedeli compagni di avventura.   L’entusiasmo, però, fu subito smorzato: al gruppo decisero di aggregarsi personaggi che già avevano dato sfoggio della propria naturale propensione alla “frantumazione testicolare” (lady superompi ed, a sorpresa, madame favella) nonchè una new entry dall’elevato tasso di subdola e tagliente “cazzimma”: lady veleno. Appellativo non casuale: una donna di poche parole, che nascondeva dietro ad un viso angelico ed ad un sorriso sereno (spoglie estremamente “mentite”), la capacità innata di “infierire” nei momenti più duri di un confronto dialettico distruggendo, definitivamente, chi annaspando, stesse avendo la peggio... piccole frasi o commenti che “velenosamente” ed impietosamente, zittivano il malcapitato di turno, annullandone ogni velleità di reazione.

 

Degna di segnalazione è però la grande assenza che avrebbe inesorabilmente segnato l’umore del gruppo: er trapano, infatti non era con loro; le precarie condizioni di salute di lady trapanata ne avevano impedito la partenza. Il suo spirito era però presente, ed ogni occasione sarebbe stata propizia per ricordarne le gesta e le “edificanti” perle: er trapano non avrebbe mai lasciato i cuori e le menti di coloro che ne erano rimasti “orfani”.

 

L’arrivo ad Ischia non fu tra i più sereni: lady superompi cominciava a “martellare” er dottore ed er vomito con perentori ordini, intervallandoli “sapientemente” con  mirati insulti ed improperi ( “sei ridicolo!! Sei assurdo! Che palle che sei!” rivolgendosi ad un sorpreso quanto innocente er dottore, colpevole solo del fatto di essere nelle vicinanze); l’obiettivo era annullare del tutto la personalità dei 2 tapini, puntando alla loro totale sottomissione. Obiettivo che iniziò a prendere piede su uno sconfortato er vomito, i cui nervi fino a quel momento così saldi, ebbero un brusco ed inesorabile crollo appena si avvide della nascita di una nuova pericolosissima “amicizia”: lady superompi e madame rompipalle, che sorniona, attendeva la “truppa” napoletana al porto.

 

Scesi dal traghetto, infatti, l’incontro fra queste due personalità fu, a dir poco, inquietante: un’intesa immediata, una voglia incondizionata di predominio, una fame insaziabile di  comando. Sensazioni che riportavano alla mente tristi avvenimenti storici quali il patto Molotov-Ribbentrop o l’asse Roma-Berlino, preludio a tragici e noti eventi.

La paura prese così il sopravvento, ed er vomito, sopraffatto da violente crisi convulsive dettate dal terrore (“Guardale!!! Guardaleee! Si stanno abbracciandooo! MADONNA MIA FANNO AMICIZIA!!!”), decise di cedere, offrendosi incondizionatamente alla volontà dittatoriale delle 2 impietose “führer”. Totalmente “inzerbinito”, egli si genufletteva al cospetto delle padrone, offrendo umili servigi a testimonianza della propria fedeltà (“Vammi a prendere un caffè ed un cornetto al cioccolato da Calise” oppure “Ho visto degli stivaletti bianchi da Zara al Vomero: io porto 37 di piede... li voglio per il mio compleanno” ...  e lui, annuendo, tristemente prendeva atto); il tutto veniva “mascherato” dichiarando una presunta “amicizia” nei confronti del “suddito”,  del tutto falsa ed inopportuna vista la reale natura del rapporto, tendente al più becero e forzato schiavismo. Uno scenario francamente raccapricciante.

 

Dopo aver conosciuto la saggia padrona di casa, che più volte minacciò gli “abusivi” e giovani occupanti della propria dimora di ritorsioni sia fisiche che pecuniarie, in caso di deliri o urla notturne (rivolgendosi con chiara predilezione di intenti verso er dottore ed er vomito, evidentemente ma erroneamente tacciati come la prima e forse unica fonte di perversione e depravazione del gruppo, in quanto uniche entità di sesso maschile), e dopo aver assistito ad uno scatenato “madame favella show”, intenta a ringraziare dell’ospitalità, quasi in lacrime, ogni personaggio che popolasse l’isola (animali inclusi), confondendo forse la gentile accoglienza riservata per un rilassante e goliardico week end come un “insperato” asilo politico concesso a profughi di guerra, la giornata proseguì in una delle numerose spiagge che caratterizzano l’isola: madame rompipalle, in preda ad un chiaro delirio di onnipotenza mosso dal desiderio di mostrare ai propri “inconsapevoli” ospiti le bellezze della propria terra, decise di organizzare, seduta stante, una “circumnavigazione” dell’isola... rigorosamente a nuoto. Ignari di cotanto, sadico, progetto, un drappello di 4 uomini affrontò coraggiosamente le acque di un mare piuttosto mosso, sospinti dagli incoraggiamenti di una folle madame rompipalle (“Dai arriviamo un po’ più in là, così facciamo i tuffi!” esortava in prossimità ormai di Procida...), severamente “sfregiati” dalle punte di roccia che, truculente, graffiavano senza pietà i corpi innocenti dei 4 nuotatori ( ne fece le spese in seguito il piedino della stessa madame rompipalle, a dimostrazione che esiste sia una giustizia divina sia una vera e propria legge del contrappasso), rassicurati soltanto dalla presenza di un minuscolo ma “ecumenico” (nella propria funzione) cuscinetto galleggiante.

Più volte vituperato per la proprie dimensioni esigue, tale cuscino riuscì a recuperare corpi che sembravano destinati all’annegamento più truce, “resuscitandoli” a nuova vita: il tutto avvenne con sonori sfottò di una “malefica” madame rompipalle (“mammamia ma non ce la fate proprio!” urlava ingoiando il suo buon litro di acqua marina, non rassegnandosi a prendere atto delle ignobili condizioni in cui la situazione riversava).

 

Il tempo di un primo tentativo di omicidio nei confronti di lady superompi (solo un semplice assaggio di ciò che 24h dopo sarebbe avvenuto) da parte der dottore (pesantemente provocato), che provò, accecato dalla rabbia e contro ogni legge della fisica, a “finire” la fastidiosa antagonista nelle torbide acque della riva, non curandosi del livello estremamente innocuo del mare (“Aiuto!!!! aiutamiiiiiii... che amico sei!!!!” gridava con tono imperioso lady superompi, “infilzando” con le proprie affilate unghie la cruda carne del sempre più zerbino er vomito, il quale, non badando al pericolo cui la propria padrona stava andando incontro,  provava, in preda al profondo dolore, a liberarsi di quella fatale presa: “LASCIAMIIIIIIIIII!!!! MI FAI MALEEEEEEEE!”), che arrivò la tanto attesa chiamata: era il buon er belli capelli il quale, datosi alla macchia presso la toilette del traghetto che lo avrebbe trasportato ad Ischia, annunciava l’imminente arrivo di lady hot coffee (cessa)  affinchè tutto fosse predisposto per la sorpresa a lei riservata. Sorpresa riuscita benissimo (o quasi, viste le non eccezionali condizioni atletiche nonchè logistiche der dottore circa il proprio scatto, dovute agli infradito che egli indossava)... un’abbondante cena “condita” da spassose conversazioni e qualche svariato accenno di rissa (fomentato, ovviamente, da  lady superompi in particolare contro un accigliato er belli capelli), tanti sfottò, una brace che ardeva rovente... e fu notte.

 

Una notte che sancì la nascita di una nuova, sorprendente amicizia (?): il piccolo er scorregia, un ometto in piena esplosione ormonale e dalla precoce voglia di “ciucia”, avvinghiato da una “felina” madame favella con simpatici nomignoli ed affettuosi complimenti (“sei proprio un ragazzo simpatico, molto acuto... dai scambiamoci il contatto!!!” oppure “mammamia come sei intelligente, come sei maturo!”, esclamava ammiccante un’incosciente madame favella), iniziò ad avvertire il “sapore” di una serata e di un’amicizia che nelle proprie intenzioni sembrava stesse per prendere una piega a dir poco “interessante”... sulla natura di tale rapporto e sulle reali intenzioni di madame favella girano tuttora voci equivoche e piuttosto discordanti: ai tribunali l’ardua sentenza (pedofilia: dai 30 anni di reclusione all’ergastolo, ndr).

 

Dopo un sonno inaspettatamente sereno (almeno finchè i due poveri ragazzi furono svegliati in malo modo nel cuore della notte obbligati a far compagnia ad un' "invasata" lady veleno, vogliosa di praticare dei rassodanti esercizi di addominali con un atteggiamento sfacciato ed imperativo che ricordava Abu Ghraib, Alcatraz e tante altre simpatiche location ) il giorno successivo trascorse nelle acque della meravigliosa baia di San Montano: ivi, un’apparentemente tranquilla partita di volley divenne ben presto un “succulento” pretesto di vendetta per er dottore: non risparmiò vere e proprie “bordate” ai danni di lady superompi (la cui supponente “guapparìa” in acqua perdeva nettamente di vigore, complice la propria dichiarata incapacità al galleggiamento) e madame rompipalle, puntualmente “restituitegli” con particolare e malvagia predilezione verso i propri attributi, “martoriati” a pallonate senza alcuna pietà.  

Un “mostruoso” giro in pedalò “traghettò” la scalmanata band verso il tramonto (11 persone a bordo, un solo pedalatore: er dottore; al proprio fianco si alternarono ben 3 persone: una di queste, lady veleno, con l’enorme e silenziosa “cazzimma” che la contraddistinse per tutto il soggiorno, decise di pedalare in senso opposto a quello cui si sforzava di procedere er dottore, provocando nei fragili quadricipiti di quest’ultimo un accumulo di acido lattico degno del miglior Pantani dopo la scalata del Mortirolo... durante tale drammatico ed “epico” frangente, una voce proveniva dal retro dell’imbarcazione: “SEI RIDICOLO! Vai più veloce! Non sai portare nemmeno un pedalò... sei davvero RIDICOLO!!!” ... la misura iniziava ad essere quasi colma....)... era giunto tempo di rifocillarsi.

 

Tale compito fu affidato ad un noto ristoratore dell’isola: tal Gino, uomo corpulento che aveva legato la propria notorietà ed il proprio successo professionale alle bruschette nonchè ai panini che dal proprio chiosco egli dispensava alla soddisfatta clientela. Molti ignoravano, però, il “flagellante” potere intrinseco di una particolare pietanza da lui preparata: la parmigiana di melanzane.

Ecco... il richiamo che può esercitare tale piatto è noto ai più: impossibile resistere; ma quella di Gino aveva una particolare peculiarità: così come voracemente si faceva “divorare”, in egual modo tornava su, dopo poche ore, con impetuosa “virulenza”... ed amaramente er dottore ne fece le spese, soffrendo “cagnescamente” per il resto della serata, in preda a violente allucinazioni provocate dalle dolorosissime fitte che “percuotevano” ferocemente il proprio esile stomaco... effetti riscontrabili solo dopo una copiosa dose di LSD.

 

Ore 5:00 del mattino... “la notte dei lunghi coltelli” : uno stanco e sofferente dottore, consapevole del tour de force cui sarebbe stato chiamato di lì a poche ore (aliscafo alle 7:10; sciopero dei mezzi a Napoli; giornata massacrante di lavoro in condizioni fisiche “inumanamente” pietose...), chiese, invano, 1 ora di sonno; madame rompipalle e lady superompi, reduci dalla “crocifissione” psichica di un povero ragazzo del luogo, decisero di concentrare la propria “dissacrante” e diabolica opera su ciò che rimaneva der dottore: brandelli di uomo.

“Colpevole” della mancata reazione alle numerose provocazioni cui venne sottoposto (veri e propri atti di puro nonnismo: “Raccontami una storia... A ME NON PIACCIONO LE STORIE INVENTATE! SEI RIDICOLO! SEI ASSURDO!”), egli si accorse di avere nei propri pantaloncini una cosiddetta “salvietta struccante”... la raccolse... la osservò con apparente indifferenza... senza proferir parola si alzò... e come un ken shiro nel pieno della propria rabbia, come un degno erede della scuola hokuto, afferrò per i piedi la preda che appariva ai propri occhi più facilmente trasportabile: lady superompi. Urla di paura e terrore pervasero la casa: nessuno osò fermare quello che sembrò un’inevitabile, tragico epilogo... lo stesso, “zerbinissimo”, er vomito rimase pietrificato dal terrore nel proprio letto (decidendo, in seguito a tal misfatto,di rinunciare al proprio sonno pur di “onorare”, come una geisha, la propria padrona): fu doccia...una gelida doccia... e fu finalmente il meritato riposo.

 

... non sempre è lo scorrere del tempo a tirar fuori qualcosa di nuovo da ognuno di noi... ma il “peso” degli eventi: e quelli susseguitisi in questo week end avrebbero decisamente avuto bisogno di una drastica “dieta”.  

 

                                         Solo un aggettivo: ridicolo... ma allo stesso tempo divertente. Forse siamo davvero assurdi...

 

 

To be continued (unfortunately)...

 

May 27

Er segreto der borgo… senza perdersi in chiacchiere.

Written by Dr Blueyes

 

 

Le sere di fine maggio sono da sempre latrici di entusiasmanti avventure ed imponderabili eventi. Ciò che sta per essere raccontato ne è l’emblema più fulgido: intrigante come un lavoro di Hitchcock, entusiasmante come una commedia di Franco e Ciccio, “estenuante” come una scena di Rocco Siffredi (eh si… davvero non credo esista al mondo qualcosa di più estenuante…).

 

Stazione di Napoli centrale: inizia lo spettacolo.

 

Il buon er vomito, nettamente provato dal borsone tendente al mezzo quintale che ricurvava vistosamente le proprie esili spalle, incontrava un disorientato er dottore, ancora ignaro, in fin dei conti, del perché si trovasse in quel luogo, del come ci fosse arrivato e del cosa dovesse, da un momento all’altro, avvenire. Entrambi, erano in attesa del loro fido compagno di avventura, uomo serio, intraprendente e soprattutto preciso… er belli capelli.

Fu proprio la virtuosissima e naturale propensione alla puntualità che condusse quest’ultimo ad arrivare alla stazione esattamente 5 secondi prima della partenza del treno, con rotaie già calde e motori in piena efficienza… scenario completato da un capostazione, saldamente a bordo del proprio vagone, che con fare sicuro portava un fischietto alla bocca, ormai certo che tutti fossero saliti: convinzione vana (seppur logica ed ampiamente condivisibile). Er vomito ed er dottore, infatti, “campeggiavano” sul ciglio di una porta ormai prossima alla chiusura, interrogandosi preoccupati su dove fosse il loro amico ( “dove cazzo sta quel coglione? Ci fa perdere il treno porca p…”)  e confrontandosi, con diversi punti di vista, sul come affrontare la situazione (“Saliamo cazzo saliamo!!!!” esortava er dottore “No io senza di lui non parto!!!! Senza di lui non parto!!!” rispondeva er vomito, come un Orfeo senza la propria Euridice). Invano fu il “disperato” tentativo der vomito, deciso ad  offrire perfino la propria “agognata” verginità anale (fino a quel momento faticosamente “inviolata”) al canuto capostazione, al fine di favorire il sopraggiungere del proprio inseparabile compagno; ma quando tutto sembrava ormai destinato ad un inesorabile epilogo, l’orizzonte si illuminò di speranza: er belli capelli era lì, correva... si appropinquava al treno con ampie falcate... ed ad ogni passo risuonavano per lui nell’aria versi di fine incitamento (“muoviti testa di c... stiamo per partire!!!!!) e stimolanti epiteti (“sei un coglione!!!! SALI!!!”).

Il dado era tratto: la partenza avvenne... con tutti i suoi componenti.

 

La stazione di Campoleone accolse i nostri eroi col favore delle tenebre: favore del tutto inesistente. Un oscuro angolo desolato della terra, ove cibo e ristorazione erano concetti del tutto effimeri, quasi inopportuni... e la fame si faceva sentire in maniera devastante. Abbandonati propositi vagamente inquietanti (“Tu accendi il fuoco, tu leghi il cane e tu lo scuoi vivo... ok ragazzi?”  confabulavano i tre giovani in preda ai primi stadi dell’autodigestione), i 3 tapini salirono sul bus che li avrebbe condotti alla meta: Nettuno.

Inizialmente vuoto, il bus faceva presagire un viaggio di tutta quiete, all’insegna del recupero delle forze perse in seguito ad una partenza “da brivido”; saggia sembrò dunque la scelta der dottore di prendere posto da solo, pensando di poter disporre a proprio piacimento di due sedili in modo da poter comodamente riposare... convinzione drasticamente “polverizzata” quando egli udì con le proprie orecchie una voce greve, potente e decisa nel timbro: “E’ occupato questo???” ... era un uomo di colore, sulla trentina, alto e di aspetto massiccio, dal viso poco rassicurante e dallo sguardo vagamente violento nonchè a dir poco ammiccante. Un uomo che sembrava avere ben chiaro cosa volesse... ma soprattutto un uomo che avrebbe fatto di tutto per ottenere ciò che voleva.

Abbandonato e deriso dai propri compagni di viaggio, nonostante una supplichevole richiesta di aiuto (“BUONA FORTUNA!!!” sbeffeggiava sarcastico er belli capelli), er dottore fu costretto per buona parte del tragitto a convivere con la paura di poter, da un momento all’altro, vivere esperienze off-limits e provare “sensazioni” del tutto sconosciute... una scelta di vita sulla quale non aveva intenzione di tornare indietro. Ma gli eventi fecero vacillare (per un lungo tempo) quella scelta, fino a quel momento, così orgogliosamente difesa.

 

Finalmente Nettuno: dopo la faticosa ricerca di un luogo in cui “sfamarsi” (o quantomeno desistere dalla paventata ipotesi di “cannibalismo”) avvenne finalmente l’incontro tanto aspettato... i magnifici 3 poterono finalmente riabbracciare i loro vecchi amici: lady trapanata, lady hot coffee (cessa) e colui che in fin dei conti non era mai stato considerato alla stregua di un semplice amico, ma molto molto di più... il proprio guru, la propria guida spirituale, la propria inesauribile fonte di saggezza da cui attingere a piene mani ed in ogni momento della giornata: ER TRAPANO.

Al suo cospetto spontanee furono manifestazioni d’affetto quali abbracci, baciamani calorosi e perfino "sentite" genuflessioni, che egli ricambiava con composto entusiasmo (AOOOOOOOOH ah rigà PORCO 2 ma ndo stavate??? Come state!? Ma venite qua fateve salutà li mortacci...!!!).. era di nuovo lì con loro, e questa era per i 3 ragazzi la cosa più importante che potesse avvenire.

 

Il porto si presentava tranquillo, silenzioso... i nostri amici decisero di camminare lungo la caratteristica banchina... il tutto faceva da semplice scenario alle disquisizioni der trapano: autentiche perle di vita vissuta, di chi avesse capito cosa fare del proprio destino e come dominare gli eventi ( “AOH rigà a vedete sto yachhete? Io ce so salito de notte, de nascosto co mi cugino e quarche fregna a fa er festino tutta a notte... AMO SVOTATO TUTTO ER FRIGO DER PROPRIETARIO E CE SEMO BEVUTI TUTTO... TERIBILEEEE!!! Che notte rigà... se sto yacchete potesse parlà aoh” esclamava declamando nostalgicamente i propri ricordi...); dopo aver indicato una simpatica barchetta come “d’elezione” per momenti sentimentalmente rilevanti della vita di coppia, sia per motivi logistici sia per pura praticità (aoh rigà, a vedete sta barchetta??? Questa è perfetta... te prendi a ragazza, te ne fili a largo e ta vai a scopà... nessuno ve vede!!! Fidateve!!! Questa fila come un razzo aoh!!! E poi te poi pure stenne, stai proprio comodo aoh... io A TENGO IN CAMPAGNA dunque o so!) er trapano decise di rendere indimenticabile quella serata.

 

Ore 2:00 della notte: era giunto il momento delle grandi rivelazioni, dei grandi segreti troppo spesso studiati ma mai del tutto svelati... er trapano aveva deciso che certi tabù era tempo fossero abbattuti... fu questo il background che portò alla rivelazione de “er segreto der borgo”: una metodica infallibile per far capitolare la donna nettunense durante la movida notturna presso il caratteristico borgo. Evitare banali chiacchiere ed agire con inappuntabile e ferma decisione.... prendersi, al momento clou delle questioni, le proprie sacrosante responsabilità... senza nè se e nè ma... ecco il segreto del borgo, ecco il messaggio che egli, divinamente, lanciò ( "AOH a rigà prima de annà ar borgo dovete cenà a casa e beve 4 bire... dopodeche annate ar borgo, prendete na fregna, a fate mbriacà... ora o sapete qual’è er segreto der borgo??? O sapete? Dovete meteglielo in mano SUBBITOO! Nunn a dovete fa parlà! E a mano gli a dovete prenne decisi... artrimenti sa ritira!! Dovete esse DECISI AOH!!!... arrivati alla mutanna er gioco è fatto regà... fidateveee!!! Io l’ho scoperto quanno ero n pischelletto aoh!!!").

 

Dopo tante emozioni il giusto riposo attendeva i nostri ragazzi... ma, a tal proposito, il fato decise totale inclemenza verso 2 di loro: er vomito ed er dottore. I 2 malcapitati, infatti, si ritrovarono a dividere  il proprio frugale giaciglio con 2 nuove figure, 2 new entry della “trapano company”: lady superompi e madame favella.

 

La prima riportava alla memoria il padrino Tano Badalamenti per i propri modi da “usuraio” con i quali tenne completamente soggiogato un inerme er vomito, ricattandolo di continuo con informazioni segrete e verità scottanti lui riguardanti che avrebbe rivelato qualora non avesse ubbidito ciecamente ad ogni suo ordine... ordini che era solita diramare a qualsiasi orario, ma con particolare preferenza per l’orario compreso tra la notte fonda e l’alba di un nuovo giorno, svegliando minacciosamente e subdolamente i propri co-inquilini con irritanti rumori elettronici provenienti da un “malefico” cellulare ( “voglio il cornetto al cioccolato ed il caffè macchiato appena mi sveglio... altrimenti ti SPUTTANO capito??? Adesso scendi e vammelo a comprare... stupido!” ... ed er vomito subiva con impassibile pazienza...); ma è forse nel momento in cui ella cadeva fra le braccia di Morfeo che esplicava tutta la propria vena “impetuosa”, emettendo rumori assimilabili ad un incrocio tra un rinoceronte imbufalito della savana africana, un martello pneumatico ed un Tyrannosaurus rex affamato.

 

La seconda, una simpatica e “rara” ventiquattrenne, presentava una spiccata ed a tratti, “allucinante” dote: la parlantina. Ore intere ed ininterrotte di discorsi che spaziavano dall’idea del proprio uomo ideale (preferibilmente “piscione”, come lei stessa amava definire, sfumando il termine con una “improbabile” accezione positiva) all’amore per i viaggi e lo studio... per poi addormentarsi di botto, senza avvertimenti... come una duracel portata al naturale esaurimento dal troppo uso.

 

Il secondo giorno trascorse tranquillo... una giornata di mare ad Anzio, dove furono ammirate le capacità atletiche e calcistiche der trapano (un uomo che “dà del tu” al pallone... che non gradiva tutta questa confidenza); scorribande da ritiro della patente nella “trapano-car” (da acquistare, prossimamente in edicola, il book fotografico der trapano, effettuato con i vari dispositivi presenti ad ogni semaforo della provincia romana, puntualmente da egli ignorati con fare di sfida: “AOOOOOHHH BECCATE QUESTO!!!” esclamava mostrando “dolcemente” il proprio dito medio alla telecamera); tentativo di "ibernazione" verso i poveri er dottore, er belli capelli ed er vomito, abbandonati al calar del sole sul ciglio della spiaggia di Anzio, in piena escursione termica, coperti solo da miseri bermuda ed asciugamani, prima che er trapano si ricordasse, magnanimamente, di recuperarli vivi (o quasi) (A RIGA' NUNN VE LASSO SOLI!! NUNN VE PREOCCUPATE... parole che furono portate via dalla fredda tramontana che improvvisamente cominciò a spirare su Anzio); cena ad Ariccia con la famigerata “porchetta” (er trapano showman della serata: improvvisati spogliarelli e continue docce di acqua alla clientela: “AOOOOOOOH E NNAMOOOOOOOOO RIGà!)

Proprio ad Ariccia nuove “figure” vennero a galla: i trapano friends. Si trattava di ER DRUPI, ER CIUCIA ed ER BOMBOLO. La complessità dei suddetti personaggi è piuttosto dura da descrivere... ogni parola risulterebbe del tutto inadeguata.

 

Un particolare interesse però destò l’immagine der ciucia: un uomo completamente calvo, ultras convinto del Napoli (lui... originario e residente da sempre ad Aprilia), che presentava all’altezza della nuca un simpatico triangolo di pelo (ciucia style)  cresciuto a mo di codino, che era solito legare e riportare sul lobo del proprio orecchio sinistro (ed il tutto appariva pressocchè curioso, considerando la fluente chioma del proprio amico, il rude ER DRUPI).

Una vita difficile la sua... al confine tra legalità ed illegalità (“ho visto amici morti ammazzati... lassamo stà rigà, lassamo stà...”  raccontava guidando con le sole ginocchia la propria auto, ascoltando a tutto volume un cd dei Depeche Mode , di cui er drupi si proclamava primo tra i fans)... vita che avrebbe voluto tenere per sè... decisione che fu compresa da tutti i passeggeri dell’auto... finchè non fece ingresso nell’abitacolo madame favella.

Ella incurante del pericolo, decise di sottoporre ad interrogatorio un sempre più irritato er ciucia, esortandolo a trovare una donna e a non demordere... cercando spiegazione circa le “misteriose morti” dei propri amici  da lui prima dichiarate... carpendo dettagli circa il proprio lavoro e la propria vita.

Er ciucia iniziava a mostrare imbarazzo... un imbarazzo che stava sfociando in disprezzo, come il proprio codino grondante di sudore e la propria faccia incattivita lasciava evincere... un ormai “narcotizzato” er drupi era fuori combattimento, sopraffatto dal “peso” dei chili di porchetta nonchè dagli ettolitri di alcool da lui ingurgitati...  lady superompi guardava nervosamente la strada, contando km per km la distanza che la dividesse da casa... er dottore iniziò a temere per la propria vita, supplicando con lo sguardo madame favella di placare la propria sete di conoscenza... invano.

Ma la meta venne in loro aiuto... di nuovo a Nettuno: sani e salvi.

 

La serata volgeva al termine: protagonista dell’ultimo scorcio ne fu ER BOMBOLO. Forte del suo primo bacio (“rubato” ad Ariccia ad una donna, o qualcosa di simile, ubriaca fradicia durante la propria festa di addio al nubilato) egli prese coraggio e decise di “abbordare” con fare deciso sia lady superompi, sia madame favella: tentativi falliti in maniera a dir poco misera (“Il tuo numero? E che me ne devo fare scusa?” rispondeva, impietosa, madame favella ad uno dei timidi approcci der bombolo).

Affranto dai continui ‘pali’ che le due ragazze continuavano, sadicamente, a “concedergli” e dai focosi rimproveri che er trapano continuava a recargli circa la propria “incompetenza” in campo sentimentale (“Tu a quella ad Ariccia te la dovevi prennè per mano, portà in macchina mia e scopà!!! AOH TE DEVI SPRONA’!! Ma che a prima sera che conosci na ragazza glie staje a chiede er numero de telefono ancora??? A prima sera se chiede ANCORA er numero de telefono??? MA TE VOI SPRONA’! e se te sbottonava i pantaloni, ndo glie lo mettevi??? Dimme ndo glielo mettevi!!! Ner telefono??? Mortacci...), er bombolo fu riaccompagnato a casa... non senza qualche timore che potesse compiere, nella serata stessa, un gesto disperato.

 

Il giorno dopo, un er trapano in perizoma allietò il risveglio dei ragazzi... urla di furore e di incredulità pervasero la casa... tutti impugnarono  videofonini e macchine fotografiche... la scena era da immortalare (“AOOOOH, ah rigà!!! Ve faccio vedè solo er culo, perchè c’ho er pacco troppo grosso!!!” faceva notare giustificando il proprio comportamento con “logiche” motivazioni).

Dopo aver confessato il proprio “svuotamento” gastrico (“Aoh rigà, stanotte stavo pieno d’aria... allora me so girato dar lato da finestra e ho scoregiato con quelle scorrege che fanno fsssssssssss... nunn s’è sentito niente! Ne ho fatte 34-35 rigà!!!” vantando il fatto che la propria compagna non si fosse accorta di niente... circostanza confutata pochi minuti dopo dalla stessa lady trapanata), la giornata continuò nuovamente nelle acque di Anzio... il soggiorno era ormai giunto a conclusione.

 

Ancora una volta le vite dei nostri eroi tornavano a dividersi... ma a volte il ricordo di un’avventura vissuta insieme unisce più di mille strade.

 

Grazie trapano... noi de panza abbonderemo sempre.  

 

 

 

 

 

April 17

veni vidi vomit

Primavera... tempo di passione... tempo di veni vidi vomit!
 
Questa volta, a rendere più "calde" le prime giornate di sole (assecondando l'inevitabile risveglio "ormonale" proprio del periodo) ci pensa l'incantevole (a dir poco)
 
 
 
                                     
                                              
 
                                               
 
 
 
 
 
 
 
                                                                           
  
                                        
 
 
 Diciottenne, catanese... bellezza accattivante ed "inebriante", Mary non si nasconde e ci sorprende in ogni circostanza... cattura l'attenzione incuriosendo con misteriosi silenzi e narrando con improvvisa schiettezza le proprie "avvincenti" avventure... tutto con quel pizzico di conturbanza e "sfacciataggine" che tanto contraddistingue la nostra rubrica.
 
 
 
                                                 
                
 
 
 
       
 
... "avvinghiante" come il canto di una sirena... impossibile resistere e non farsi "catturare".               
 
                                                
 
 
 
 
 
(clikka sopra)
 
                                                       
                                        
 
 
                                                      
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

... PER OGNI TIPO DI COMMENTO SULLA RUBRICA "VENI VIDI VOMIT"... !!!

 

Animoticon... e non solo... Animoticon

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HEI FIORE..... T'HO BECCATA PER CASO.. HE HE... COME STAI?  DAI INDOVINA CHI SONO, VEDIAMO SE TI RICORDI!!!!!!
BACI!!! AGGIUNGIMI SU MSN              ZIOBER@HOTMAIL.IT
Apr. 19
noemiwrote:
Sciao...A bocca aperta
Billo il blog!!!
MA io voglio trpp la canzone!!!
vero k mi potresti dire il titolo Plis?!?
Acce 1000 in anticipo....
nOe..
Sept. 1
ciao...mi sono travata qui per caso...
carina l'idea di questo blog ...^__^
molto originale...complimenti!!
se ti va passa da me...
    ..::KiSs::..
July 8
Laurawrote:
ciao fabio ho avuto dei problemi con una persona che mi stava importunando e ho ristretto le preferenze di comunicazione ai soli contatti mns...ti arriverà la mia richiesta di essere aggiunto!buona domenica e forza azzurri!Animoticon
June 22
Laurawrote:
essendo io un palato fine e una tua fedelissima aspetterò pazientemente!un salutone!Animoticon
June 17
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Big Fresh

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Bello, simpatico, intelligente... ovviamente è tutto uno skerzo! In effetti ke sfizio c'è a descrivermi? Aspetto ke siano gli altri a farlo... ih ih..

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FA MORIRE DALLE RISATE.... ED E' TUTTO VERO!!!!